VETRALLA

Vetralla di origine etrusca, come attestato dalla presenza di resti archeologici presso la chiesa di San Francesco. Nel 728 entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa, nel 1145 ospitò papa Eugenio III, che da qui bandì ufficialmente la seconda crociata; in seguito appartenne ai Prefetti di Vico, poi agli inizi del Quattrocento tornò alla Chiesa e ne seguì le sorti fino all’unità d’Italia. Impreziosiscono il centro storico il palazzo comunale, in forme vignolesche, la settecentesca cattedrale di Sant’Andrea, la chiesa della Madonna del Carmine, o dei Santi Filippo e Giacomo, e la romanica chiesa di San Francesco, eretta probabilmente nel XII secolo e contenente una bella cripta del VII-VIII secolo, oltre a pregevoli affreschi. Degni di nota sono anche i vari siti archeologici disseminati nel territorio comunale (tra gli altri, quelli di Cerracchio, Grotta Porcina e Forcassi), le testimonianze storico-architettoniche che si trovano in località Cura e il convento di Sant’Angelo sul monte Fogliano. Monte Fogliano è la cima più alta del Comune, all'interno della Riserva naturale regionale lago di Vico con i suoi 964,5 metri sul livello del mare. Il monte è interamente coperto di boschi di alto fusto, in particolare di faggio e cerro. Sul Monte Fogliano si trova il Convento di S. Angelo, fondato in epoca longobarda, è inserito in un contesto boscoso, bucolico e tranquillo. Le prime notizie certe della sua esistenza risalgono all’VIII sec. All’interno della struttura si possono ammirare la cella di S. Paolo e alcuni dipinti raffiguranti “San Paolo abbracciato dal Crocifisso” e “Gesù povero che chiede l’elemosina al santo”. Infine, nei pressi del convento l’8 maggio di ogni anno avviene la celebrazione dello “Sposalizio dell’albero”, durante la quale viene rogato l’atto che ribadisce il possesso dei boschi di Monte Fogliano ai Vetrallesi come stabilito nel 1432 dalla Bolla “Exigit” di Papa Eugenio IV. A circa 1 km ad Est del Convento di Sant’Angelo si trova l’Eremo di S. Girolamo. Il suggestivo complesso eremitico, in gran parte scavato nella roccia viva, fu dimora di Fra Girolamo Gabrielli che, rampollo di una nobile famiglia senese, nel 1525 si ritirò in questo luogo in penitenza e ne fece la sua casa. A pochi chilometri da Vetralla si erge a circa 500 m sul livello del mare San Martino al Cimino antico centro medioevale, cresciuto intorno all'abbazia cistercense, fu riadattato nel XVII secolo secondo il gusto dell'epoca, ma conserva tracce della vecchia cortina muraria e dell'originaria struttura urbanistica. La parte alta del centro dell'abitato, raggiungibile mediante due porte collegate dalla strada principale, conserva la chiesa e il seicentesco Palazzo Doria Pamphili. Il lago di Vico (in latino: Lacus Ciminus o Lacus Ciminius) è un lago di origine vulcanica situato a confine del Comune di Vetralla. Esso vanta il primato di altitudine tra i grandi laghi italiani, con i suoi 507 m s.l.m. Per le sue peculiari caratteristiche naturali, il comprensorio Vicano è incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio e tra i biotopi di rilevante interesse naturalistico in Italia. È circondato dal complesso montuoso dei monti Cimini, in particolare è cinto dal monte Fogliano (965 m) e dal monte Venere (851 m), è parte della Riserva naturale Lago di VicoCura, frazione di Vetralla, dove prenderà il via e si concluderà la Mediofondo il Colonnello del prossimo 3 marzo 2019 si è sviluppata a partire dai primi anni del 1900 con centro alla chiesa di Santa Maria del Soccorso (Curia) aggregando fabbricati ai bordi della Via Cassia fino a diventare un agglomerato urbano con la medesima popolazione del capoluogo Vetralla. Il nome Cura deriva da Curia appunto e i residenti non si chiamano Curari o Curesi che dir si voglia ma Casaioli cioè abitanti dei casali della Curia.

 

LUOGHI D'INTERESSE

Vetralla Borgo sorto ai bordi della strada SS  Cassia , che collega Viterbo con la Capitale di recente costruzione   che in questi ultimi anni si sta

 

sviluppando   Scatti riportati di Panorama, interno del borgo  Palazzo Comunale, Chiesa di San Pietro Chiesa di San Francesco | Scatti in Bianco e Nero 

 

Panorama del Borgo da diverse angolazioni 

 

FARA  in SABINA

Benvenuti a  Fara in Sabina

Aprite la porta della Sabina, entrando troverete una comunita' accogliente che vi fara' sentire ospiti anziche' turisti!

 

A Fara capoluogo si vive intensamente la stagione artistica di cinque-seicento, sia per le opere d'arte, sia per l'architettura e l'urbanistica. Saranno imprescindibili le visite alle curiosita' e ai palazzi del centro storico, alla piazza del Duomo con i monumenti civici e soprattutto al monastero delle Clarisse Eremite, al Museo del Silenzio, al Museo Civico Archeologico, all'abbazia di Farfa e alle tante bellezze locali.

Durante la vostra permanenza poi lasciatevi tentare dalle mille proposte enogastronomiche e vedrete quanto sara' difficile decidere di ripartire.

LUOGHI D'INTERESSE

Abbazia abbazia di Farfa | Collegiata di Sant'Antonio | Chiesa di San Giacomo  | Chiesa di Santa Chiara | Monastero Clarisse Eremite

Palazzo Orsini | Palazzo Farnese | Palazzo Foschi, poi Manfredi | Palazzo Castellani, poi Brancaleoni, oggi sede del Museo civico 

Castelnuovo di  Farfa panorama, Deposito del grano e monte di pietà  oggi sede della Biblioteca comunale Cisterna di piazza del Duomo

Riserva naturale di NazzanoTevere-Farfa , Resti della città preromana di Cures Sabini Ruderi di San Martino

CASSINO

Benvenuti a Cassino, nella parte bassa della provincia di Frosinone, un tempo Terra di Lavoro e, con le dovute discordanze di opinioni, parte della Ciociaria.

Cassino affonda le radici nella storia, che è passata lieve con Annibale ai tempi della seconda guerra punica, che ha inciso nella cultura dell'Italia con i Placiti Cassinesi e del mondo intero con S. Benedetto e la regola benedettina. Una storia che è diventata troppo dura durante la seconda guerra mondiale, portando alla distruzione totale della città e dell'Abbazia di Montecassino.

Oggi Cassino coniuga questa storia con la dinamicità e la freschezza di una cittadina invasa da studenti che frequentano l'Università di Cassino, sempre più in crescita. Abbiamo un teatro romano, una rassegna estiva di spettacoli chiamata CassinoArte che lo valorizza, siamo a pochi chilometri da mare, monti e laghi. L'Abbazia di Montecassino, con il suo museo, inoltre, è tra i monumenti più visitati d'Italia.

LUOGHI D'INTERESSE

Abbazia di Montecassino | Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Benedetto Abate Parco archeologico Casinum | Mausoleo di Ummidia Quadratilla

 

Rocca Janula | Cimitero del Commonwealth | Cimitero polacco, Palazzo Barone De Rosa | Edificio INA-Casa | Facoltà di Economia e Giurisprudenza

 

Parco Naturale dei Monti Aurunci | Villa Comunale | Parco Baden Powell  ,Terme Varroniane  Monumento ad Enrico Toti | Statua di San

 

Benedetto | Campana della Pace

 L'AQUILA

Benvenuti nella città dell'Aquila

L’Aquila è un comune italiano di 69.419 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia e della regione Abruzzo. Altitudine 714 m, superficie 479,91 km quadrati. Una città ricca di storia, con panorami e paesaggi da dipingere, della quale riportiamo di seguito brevi cenni,  dalla nascita ad oggi, inerenti il  territorio, i monumenti della città,  sino alle ultime “ tragedie “che hanno colpito tutto il territorio della regione Abruzzo, compresa la città stessa. Già nel 1398  si registrarono eventi sismici  che colpirono  il territorio, ripetutisi poi nel 1423, nel 1456, nel 1461/1462,  nel 1703 e, l’ultimo più recente del 2009 che ha messo in ginocchio tutto il territorio provocando tanti danni e morti; tutti eventi sismici in cui l'intera regione è stata purtroppo coinvolta nel corso dei secoli . Il tempo passa e la  storia ci porta sino ad oggi con la rinascita di tutto il territorio e il rifacimento di tanti monumenti e palazzi storici danneggiati.  L'Abruzzo e la città, da anni, combattono per dar vita ad un nuovo ciclo , ricostruendo tutte quelle parti del territorio che il terremoto del 2009 ha distrutto. L'Aquila sta rinascendo, nonostante la complessità della situazione da tanti fronti, e ritornerà ad essere terra ricca di paesaggi bellissimi, immersa fra mare e montagna distanti tra loro pochissimi km, unico territorio che consente di godere di tale opportunità, e di poter continuare ad apprezzare il prodotto culinario per eccellenza, gli arrosticini di pecora.  La storia inizia con gli insediamenti nell'età del bronzo e la definitiva fondazione, a opera di Corrado IV tra il 1254 e il 1266. L'Aquila (allora nota semplicemente come Aquila) fu una delle grandi città del Regno di Napoli, poi Regno delle due Sicilie, successivamente passò al Regno d'Italia e quindi all'Italia. Capitale storica dell'Abruzzo divenne, con l'unità d'Italia, capoluogo dell'Abruzzo-Molise, poi Abruzzo. Il territorio dove sorge L'Aquila era abitato fin da tempi più antichi. Prima della conquista da parte di Roma, tutta la valle dell'Aterno è stata luogo di insediamento dei Sabini e dei Vestini, i cui territori confinavano proprio nel punto dove in futuro sorgerà la città. Testimonianza più antica di civiltà nell'aquilano è la cosiddetta Necropoli di Fossa (antico sito dell'italica Aveia), un insieme di tombe risalenti al X secolo a.C. situate a sud della città. Dal punto di vista monumentale, si segnalano la Basilica di Collemaggio, un edificio religioso sito appena fuori la cinta muraria, sull’omonimo colle. Fondata nel 1288 per volere di Pietro da Morrone — qui incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294 — è considerata la massima espressione dell'architettura abruzzese, oltre che il simbolo della città ed è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. Dal 1327 ospita le spoglie del pontefice, attualmente conservate all'interno del mausoleo di Celestino V, realizzato nel 1517 ad opera di Girolamo da Vicenza, maestro di Andrea Palladio, Emiciclo sede del Consiglio Regionale. L'Emiciclo, per esteso Palazzo dell'Emiciclo, noto anche come Palazzo dell'Esposizione, è un complesso monumentale dell'Aquila, sede del Consiglio regionale dell'Abruzzo. L'area compresa dentro le mura dell'Aquila a sud dell'attuale Viale Luigi Rendina — storicamente suddivisa nei locali di Monticchio, Fontecchio e Fossa — rimase quasi interamente inedificata per diversi secoli dopo la fondazione della città. Gli unici edifici di cui si ha debole documentazione sono le scomparse chiese di Sant'Andrea, di Santa Maria a Graiano e di Santa Maria ai Quattro Coronati. Il terremoto dell'Aquila del 2009 ha danneggiato gravemente l'intero complesso, con danni localizzati soprattutto alle estremità del porticato e nell'ex navata della chiesa. L'Emiciclo è stato quindi oggetto di un radicale progetto di ricostruzione e miglioramento sismico, per un importo di circa 8,8 milioni di euro, approvato dal Consiglio regionale dell'Abruzzo nel 2012; i lavori hanno avuto inizio l'11 gennaio 2016 e si sono conclusi due dopo; l'Emiciclo è stato riaperto al pubblico il 22 giugno 2018. L'intervento ha permesso la realizzazione di una nuova fondazione al di sotto del complesso e la posa in opera di 61 isolatori sismici; si tratta del primo palazzo pubblico in Italia ed uno dei primi in Europa ad adottare una soluzione antisismica di questo tipo. Piazza Duomo, anche nota come Piazza del Mercato, è la maggiore e la più importante delle piazze dell'Aquila. Cuore del potere religioso, in antitesi con piazza del Palazzo, sede invece del potere politico, è il centro sociale e culturale della città, nonché punto d'incontro degli aquilani e sede dei principali eventi cittadini. Ospita inoltre, dal 1303, il mercato cittadino. Le sue notevoli dimensioni — 140 metri sul lato lungo e 70 metri su quello corto, per un totale di circa un ettaro d'ampiezza — la rendono una delle piazze urbane più grandi d'Italia. Chiesa di S. Maria del Suffragio, popolarmente detta chiesa delle Anime Sante, è un edificio religioso dell'Aquila. Edificata a partire dal 1713 in suffragio delle vittime del terremoto del 1703, costituisce il simbolo della ricostruzione settecentesca della città e rappresenta la massima espressione dell'architettura religiosa aquilana nel XVIII secolo. È rimasta gravemente danneggiata dal terremoto del 2009 ed è stata sottoposta a lavori di restauro e consolidamento, venendo riaperta al pubblico nel 2018. Divide con la cattedrale dei Santi Giorgio e Massimo lo spazio di piazza del Duomo. Il Duomo, La cattedrale metropolitana dei Santi Massimo e Giorgio è il principale luogo di culto dell'Aquila, sede vescovile dell'omonima arcidiocesi metropolitana. Edificata nel XIII secolo, venne gravemente danneggiata dal terremoto del 1703 per essere successivamente restaurata nel XIX e nel XX secolo. Nel 1902 è stata inserita nell'elenco dei monumenti nazionali italiani poi ratificato con un Regio Decreto nel 1940. Basilica di S.Bernardino da Siena , è un edificio religioso dell'Aquila, situato nel quarto di Santa Maria. Venne costruita, con l'adiacente convento, fra il 1454 e il 1472 in onore di san Bernardino da Siena, le cui spoglie sono custodite all'interno del mausoleo del Santo realizzato a opera di Silvestro dell'Aquila. La facciata, eretta nel secolo successivo da Cola dell'Amatrice con influenze michelangiolesche, è considerata la massima espressione dell'architettura rinascimentale in Abruzzo. L'interno, in stile barocco, è dovuto alla ricostruzione dell'edificio in seguito al terremoto del 1703 a opera di più progettisti — tra i quali sicuramente Filippo Barigioni, Sebastiano Cipriani e Giovan Battista Contini — e conserva importanti opere d'arte di Andrea della Robbia, Francesco Bedeschini, Pompeo Cesura, Rinaldo Fiammingo e Donato Teodoro, oltre al già citato Silvestro dell'Aquila, autore anche del mausoleo di Maria Pereyra Camponeschi. Il soffitto in legno intagliato e ornato di oro zecchino è opera di Ferdinando Mosca. Fontana delle 99 Cannelle, (detta anche fontana della Rivera) è un monumento storico dell'Aquila. Situata nella zona della Rivera, una delle più antiche del centro storico, a ridosso del fiume Aterno, vicino alla chiesa di San Vito alla Rivera, costituisce quasi l'intero perimetro dell'omonima piazza quadrangolare posta adiacente alle Mura urbiche, ed è costituita da novantatré mascheroni in pietra e sei cannelle singole, dalla maggior parte dei quali sgorga l'acqua: secondo la tradizione, le cannelle rappresenterebbero i novantanove castelli del circondario che, nel XIII secolo, parteciparono alla fondazione dell'Aquila.

LUOGHI D'INTERESSE

Basilica Collemaggio, Emiciclo sede del Consiglio Regionale Abruzzo,, Piazza Duomo con Chiesa di S.Maria del Sufraggio, Duomo , Basilica San

 

Bernardino da Siena , Fontana delle 99 Cannelle

ANAGNI 

Benvenuti ad Anagni.

Anagni, l'antica Anagnia capitale degli Ernici,[5] si erge su di una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco. La leggenda la annovera tra le "città saturnie", le cinque città laziali fondate dal dio Saturno (Anagni, AlatriArpinoAtina e Ferentino, quest'ultima detta anche Antino). Sottomessa dai Romani nel 306 a.C., fu governata da un prefetto e divenne in seguito municipio. Il generale e console romano (69 d.C.Fabio Valente nacque ad Anagni nel 35 a.C.,membro di una importante famiglia equestre della città; fu amico intimo dell'imperatore Nerone e comandante della legio I Germanica; durante l'"anno dei quattro imperatori" fu comandante delle truppe di Vitellio.  Nel 1160, durante le lotte tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa, ad Anagni venne pronunciata la scomunica contro l'imperatore e contro l'antipapa Vittore IV. Fu libero comune e nel XIII secolo cadde sotto la signoria dei Caetani. In questo periodo visse una fase di straordinario splendore, arrivando a contare circa 50.000 abitanti, dando alla Chiesa ben quattro papi e divenendo residenza pontificia, tanto da meritare l'appellativo di "Città dei Papi" (Innocenzo IIIAlessandro IVGregorio IX e Bonifacio VIII).  La città fu teatro delle lotte tra i Colonna, il re di Francia Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII, che qui venne fatto prigioniero e subì il celebre episodio dello "schiaffo di Anagni". In seguito al ritorno dei papi a Roma la città subì un forte declino e tornò a contare a distanza di pochi anni circa 2700 abitanti; durante questo periodo fu retta da duchi nominati dalla chiesa. Nel 1798, prese parte ai movimenti giacobini che portarono alla Repubblica romana. La città fu capoluogo del dipartimento del Circeo della Repubblica Romana e pertanto dotata di un tribunale di censura. Dopo l'occupazione francese del Lazio e la nascita del dipartimento di Roma (1805), annesso all'impero napoleonico, Anagni ospitò un contingente di Carabinieri imperiali. Nel 1848-1849 la città fu sede del quartier generale della I divisione dell'esercito della seconda Repubblica romana. Negli anni sessanta del XX secolo si verificò un boom economico; con il passaggio dell'autostrada si ebbe l'apertura di numerosi stabilimenti. Con l'incremento del turismo sia ad Anagni che nella vicina città termale di Fiuggi  la zona diventò la più ricca della provincia, con la domanda di lavoro che superava l'offerta e un boom edilizio e demografico senza precedenti. Tutta la zona sta vivendo in questi anni un momento difficile dovuto sia alla chiusura di alcuni grossi stabilimenti industriali sia alla crisi degli stabilimenti termali di Fiuggi.

LUOGHI D'INTERESSE

Stemma Communale, , Cripta Cattedrale S.Maria, Inteno della Cripta, , Campanile  della Cattedrale S.Maria ,Cattedrale S. Maria, Ingresso Cattedrale S .

 

Maria. Porta Cerere , Casa Barnekow, Porta S. Maria,  Foto Storiche Panorama Anagni

LATINA

Benvenuti a Cassino, nella parte bassa della provincia di Frosinone, un tempo Terra di Lavoro e, con le dovute discordanze di opinioni, parte della Ciociaria.

Cassino affonda le radici nella storia, che è passata lieve con Annibale ai tempi della seconda guerra punica, che ha inciso nella cultura dell'Italia con i Placiti Cassinesi e del mondo intero con S. Benedetto e la regola benedettina. Una storia che è diventata troppo dura durante la seconda guerra mondiale, portando alla distruzione totale della città e dell'Abbazia di Montecassino.

Oggi Cassino coniuga questa storia con la dinamicità e la freschezza di una cittadina invasa da studenti che frequentano l'Università di Cassino, sempre più in crescita. Abbiamo un teatro romano, una rassegna estiva di spettacoli chiamata CassinoArte che lo valorizza, siamo a pochi chilometri da mare, monti e laghi. L'Abbazia di Montecassino, con il suo museo, inoltre, è tra i monumenti più visitati d'Italia.

LUOGHI D'INTERESSE

 Bonifica Pontina, Roccagorga, Foto Sermoneta, Giardini di Ninfa, foto panoramica Sermoneta, Foto Priverno, Foto Cori , Immagine del museo Piana

 

delle Orme, Foto Sezze, Foto Norma , Foto Città di Latina

SUBIACO

Benvenuti a Cassino, nella parte bassa della provincia di Frosinone, un tempo Terra di Lavoro e, con le dovute discordanze di opinioni, parte della Ciociaria.

Cassino affonda le radici nella storia, che è passata lieve con Annibale ai tempi della seconda guerra punica, che ha inciso nella cultura dell'Italia con i Placiti Cassinesi e del mondo intero con S. Benedetto e la regola benedettina. Una storia che è diventata troppo dura durante la seconda guerra mondiale, portando alla distruzione totale della città e dell'Abbazia di Montecassino.

Oggi Cassino coniuga questa storia con la dinamicità e la freschezza di una cittadina invasa da studenti che frequentano l'Università di Cassino, sempre più in crescita. Abbiamo un teatro romano, una rassegna estiva di spettacoli chiamata CassinoArte che lo valorizza, siamo a pochi chilometri da mare, monti e laghi. L'Abbazia di Montecassino, con il suo museo, inoltre, è tra i monumenti più visitati d'Italia.

LUOGHI D'INTERESSE

Panorama Subiaco, Foto Monte Livata, Parco dei Monti Simbruini, Fiume Aniene, Foto  Marano Equo, Footo Jenne,, Foto  Santuari Francescani,  

 

Foto Agosta, Foto Foto Arsoli, Foto Cervara di Roma 

SPONSOR TECNICI

Logo_Anima1.jpg
Logo_FSA_2019.png
Logo_MBWear-scritta.jpg
MAXXIS ARANCIO.JPG
Logo_PBS_lunghezza_fondo_chiaro.jpg
logo triono.PNG
ELEVEN 1.JPG

MEDIA PARTNER

IL CIRCUITO PEDALATIUM VI CONSIGLIA

  • Grey Facebook Icon
  • Grey Twitter Icon
  • Grey YouTube Icon